03 ottobre 2006

Vall d'Hebron

La mia confidenza con l'ospedale si puo (dov'e' la fottuta o accentata? Pero posso fare un sacco di simbolini simpatici ¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿¿ e sparare i puntini di sospensione ad altezza d'uomo!·············) riassumere cosi: ho dovuto guardare la targhetta appesa sopra il computer per ricordarmi come si scrive il nome dell'ospedale stesso.
Insomma, sono veramente a mio agio.
Ogni mattina entro in questo mastodonte da non so quanti posti letto sperando tanto che mi ingoi senza masticarmi prima.
Ho anche scoperto tutte le gioie e le delizie della composizione del piano di studi, che l'organizzazione liceale di medicina mi aveva fino ad ora risparmiato: tutte le materie qui sono deflagrate rispetto a padova... brani di chirurgia da tutte le parti, medicina interna che scompare e risorge come l'araba fenice di anno in anno, dovro frequentare contemporaneamente tre anni diversi per fare l'equivalente del quarto anno a padova!¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡¡ (·······).

Nota di costume catalano (stacchetto tipo pagina culturale del tg3): i puntini volanti servono a separare due ll (l·l) quando non devono essere pronunciate gli (come e' la norma) gli bens¡ come la doppia elle italiana. Casa mia e' in av. Parral·lel, e si pronuncia proprio parallel, non paragliel.
Se non avete capito meritate una bella mitragliata di puntini sospesi:··················································· . Morti·
Alla mia sinistra giace come un pesce morto l'orario delle lezioni, non ci capisco un cazzo, probabilmente tutto sara sovrapposto a tutto e non riusciro a fare niente pur affannandomi come una pazza.
Va bhe'.

Pero quello che mi ha spinto ad approcciare codesto computer non e' la necessita di narrarvi dei miei tristi e per ora insipidi casi, ma il fatto che domani la bambina alberta SI LAUREA!
Ti laurei, bambina alberta?!
(Cos¡, all'improvviso, senza neanche una parola di spiegazione!)
E poi vai a fare casetta, a costruire nidi di perline e carta crespa nella vita di qualche maledetto/etta magiara/o o erasmus/a/o in ungheria!?

ODE ALLA BAMBINA ALBERTA

Lasciatemelo dire, l'alberta fa dei rutti bellissimi,
molto femminili e femministi
e non sono semplici rutti da bibita gassata, sono rutti coscenti come una poesia beat di Ferlinghetti (forse un po' di piu).
La bambina alberta non riesce ancora a parlare a rutti ma ci sta lavorando.

Ma la virtu piu grande della bambina alberta non e' l'abilita ruttatoria
ne' i suoi ormai celebri occhi color blu-parlami d'amore-mariu'
Bensi' la sua superlativa capacita di far casetta.

Gli basta un pezzo di cartone, una stoffa rossa, qualche stranezza sgualcita presa
a Padova al "paradiso delle sorprese" (un posto dove lei sola riesce a fare acquisti insensati cos¡ tremendamente sensati!) e, voila', un posto diventa
da stanza a casa
da nostalgia ad allegrezza
da vuoto a pieno
da freddo a tiepido
(Quella stessa sensazione di tepore che provavi da bambino quando giocavi a costruirti un rifugio (con i gialli mondadori e le poltrone rovesciate) e poi ti ci rintanavi dentro.)

Io non so fare le casette.
Senza di lei mi passa la voglia di attaccare foto sul muro
di cambiare la lampadina giallo vomito
di rendere la nostra stanza a barcellona un poco meno motel di lusso
Preferisco star fuori e tornare solo a sera per spegnere la luce.

Il bello e' che la bambina alberta non si rende conto dell'immenso valore di questa sua virtu',
pensa che sarebbe meglio
avere il culo piu'alto
saper parlare in pubblico
la disinvoltura in societa (e qui l'accento sulla a proprio ci andava!)
macinare trenta e lode con l'aria scazzata di chi ci fa il favore di fare l'universita'
la sicurezza della razza padrona
il coraggio di alzare la voce a sovrastare quella degli altri
L'ambizione che vince sempre modello cartone giapponese

La bambina Alberta non sa come e' prezioso che le sia sopravvissuto addosso tutto questo
nonostante l'addestramento da piccoli pescecani che questa societa' puntuta
ci ha imposto
per cui contano solo le "competenze e conoscenze" che si possono valutare
dall'uno al dieci
oppure in denaro
non certo capacita' come la sua che si possono narrare
solo in poesia.
(infatti io non sono in grado)

L'alberta io la sposerei domani, se potessi.
(Anche se lei ultimamente mi prende spesso a giornalate sulle tenere orecchie, per vari e svariati motivi
Perche' io ho dei tratti psicoparanarcisoschizzofrenia
Perche' lei e' triste
Perche' io sono stronza
Perche' anche lei a volte e' un po' stronza
Perche' ce ne andiamo per il mondo in direzioni opposte
Perche' quando si diventa un po' sorelle vaffanculo
Perche' mi vuole bene
Perche' le voglio bene ma non glielo dico abbastanza apesso) .

Fanculo bambina alberta.
Dottore, dottore...

2 Comments:

Anonymous Anonimo dice:

Sì, è stato bello, e lei sarà felice e si commuoverà per questa ode che le hai scritto, molto bella e vera. E le hanno dato il massimo, lo sai?, per la sua tesi sul NPIPEE! E tu, sparuta faberina, che casino deve essere la tua vita, ma leggendo le tue parole mi hai fatto molto ridere. Solo l'università riesce dare, alle volte, una tale impressione di caos e precarietà. Ma poi tutto si aggiusta, in un modo e nell'altro, e misteriosamente, o, semplicemente, le lezioni, i corsi, l'anno, finiscono, e poco importa se di tutto questo ci abbiamo capito qualcosa. Numero due: ma il tuo cavolo di ospedale è forse sionista?! Val d'Hebron... mah, valli a capire tu sti catalani. Bene, ciccia, noi ti pensiamo, anche se "alle volte sei stronza", anche io, come sanno tutti, sotto sotto lo sono, anche se poi in me tutto si stempera in una bonarietà di fondo un po'kitsch. Quando tornno dalla Turchia torno a visitarti. Marianna

10:56 AM  
Anonymous Anonimo dice:

devo ammettere che sono ingelodita dall'ode alla bambina alberta. Gelosa di te che sei così legata a balbi, gelosa dell'albi a cui volevo scrivere io un'ode così tremendamente vera, gelosa dell'ode, che avrei voluto ricevere io ma come si fa? Non sono la bambina alberta..! Insomma è un casino. Poi tu e la Mari scrivete così bene su questo blog, mi fate proprio ridere. Grazie che dite quello che io penso così posso leggervi e pensare: sì, esatto, c'hanno ragione! Io ho nostalgia del passato, voglia del futuro, paura del presente, mi sento addosso ventidue anni, ma anche sedici, com'è la storia? Alla laurea dell'albi ho pianto, e pure la sera prima sotto le coperte, ero molto commossa, le strade si dividono, ci rincontreremo eccetera. Ciao, vado a leggere terzani (ecco, ci si mette anche lui a creare questa atmosfera un pò mitica da giro di boa della mia e forse anche vostra vita, a farmi vivere questi giorni come se fossero già ricordo) ripeto ciao, smack
Cizzi

11:59 AM  

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